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27 APRILE 2026
Ultimo aggiornamento: 16:40
“In riferimento al decreto di concessione della grazia alla signora Minetti adottato dal Presidente della Repubblica, su proposta favorevole del Ministro della Giustizia, lo scorso 18 febbraio 2026, e alle conseguenti notizie di stampa in ordine alla supposta falsità degli elementi rappresentati nella domanda di clemenza, su indicazione del Signor Presidente prego di voler provvedere ad acquisire con cortese urgenza le necessarie informazioni idonee a riscontrare la fondatezza di quanto rappresentato da un organo di stampa”.
Con questa nota il Quirinale prende una posizione netta sulla vicenda rivelata dal Fatto Quotidiano della grazia concessa a febbraio a Nicole Minetti. Il Colle, di fatto, ripassa la palla al dicastero di via Arenula. La legge prevede che il giudizio del Capo dello Stato si debba basare sull’istruttoria trasmessa dal Guardasigilli Carlo Nordio, a cui spetta lo specifico onere di verificare la veridicità delle pratiche e chiedere ulteriore documentazione. Controlli che, evidentemente, si sono rivelati quantomeno carenti, compresi quelli della Procura Generale di Milano che aveva dato il primo via libera (non vincolante) alla richiesta.












