Serve "una strategia di medio-lungo periodo" che "deve poggiare su tre capisaldi fondamentali: formazione, ricerca e aggregazioni professionali", perché "la produttività del futuro dipenderà dalla capacità di aggiornare competenze lungo tutto l'arco della vita lavorativa", e "per colmare il divario con gli altri Paesi avanzati occorre concentrare risorse su innovazione, ricerca applicata e trasferimento tecnologico".
Questo un passaggio dell'audizione che il vicepresidente di Confprofessioni Andrea Dili ha svolto davanti alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato sul Documento di finanza pubblica 2026 che, ha detto, "conferma la solidità dei conti pubblici, un buon risultato in un contesto internazionale ancora instabile.
Ma accanto a questo dato positivo, il testo mette in luce la persistente debolezza della crescita: l'Italia continua a scontare limiti strutturali che frenano competitività e produttività".
Inoltre, per quanto riguarda le professioni, "l'aggregazione di competenze è fondamentale per offrire servizi a più alto valore aggiunto e accompagnare le micro-piccole-medie imprese nei processi di crescita e internazionalizzazione", ha concluso.






