Tra i corpi celesti del nostro Sistema solare, le comete rappresentano ancora oggi degli oggetti cosmici ancora in buona parte da scoprire. Tutto questo, nonostante abbiamo imparato a conoscerle meglio soprattutto grazie alle missioni spaziali europee, dalla Giotto del 1986 alla sonda Rosetta del 2014. A maggior ragione se si tratta di una cometa interstellare, proveniente cioè dall’esterno del nostro sistema planetario. È il caso di quella che è ormai celebre come la “cometa extraterrestre”, la 3I Atlas, il cui nucleo ha un diametro di circa un chilometro, formato da ghiacci e polveri del Sistema solare da cui si è formato. Una cometa che ha deciso, grazie alle leggi della meccanica celeste e della gravitazione universale, di “intrufolarsi” nel nostro Sistema solare, diventando quindi un obiettivo di enorme interesse per gli astronomi, che continuano a monitorarla e studiarla con continuità, grazie a osservatori di Terra e quelli nello spazio.

Un nuovo studio sulla cometa interstellare 3I/Atlas dimostra che l'acqua che la compone presenta un contenuto di deuterio straordinariamente elevato. Questa forma di idrogeno è relativamente meno abbondante nel nostro sistema solare.

Acqua “pesante”