È(quasi) sempre così: guidare una Lambo ti rende un po’ filosofo. Succede a tutti, ma quando capita a Mike Horn – l’uomo che ha girato il mondo a piedi, senza motore, senza ossigeno e senza buonsenso – la cosa assume un sapore quasi metafisico. Come se l’ultima frontiera dell’avventura umana fosse finita dentro il garage di Sant’Agata Bolognese, e l’unico modo per raggiungere l’ignoto fosse premere un pulsante con scritto Start sul tunnel centrale della Temerario.

Horn, che ha passato diciotto mesi sull’Equatore senza un mezzo motorizzato e ha camminato per centottantatré giorni nel buio polare, sale sulla nuova Lamborghini e, invece di parlare di ghiacci che si sciolgono o di polmoni che collassano, si mette a ragionare come un antico stoico.

«Il modo in cui guardi la strada che hai davanti dipende solo da te», dice. E uno pensa: caro Mike, fino a ieri la strada che avevi davanti era un crepaccio o una distesa di ghiaccio, non un pezzo di asfalto. Ma tant’è. La filosofia arriva quando meno te l’aspetti. A volte arriva anche con 920 cavalli, un V8 biturbo e tre motori elettrici che ti spingono verso il futuro.

Il video si chiama Born Temerario, e lo hanno girato sulle strade innevate delle nostre montagne invece che nella giungla o sull’Himalaya. Scelta geniale: niente di meglio di un po’ di neve emiliana per far sentire avventuroso un esploratore che ha già circumnavigato il pianeta passando per entrambi i Poli. Il percorso conta più della meta, dice lui. Giusto.