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27 aprile 2026

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Obiettivo ottavo posto, una miseria per carità ma il campionato si è trasformato solo in semplici tappe di avvicinamento alla finale di Coppa Italia del 13 maggio contro l’Inter. Stasera nel posticipo contro l’Udinese si torna all’Olimpico dopo tre trasferte, la prima persa malamente contro la Fiorentina poi l’inatteso e meritato blitz di Napoli per chiudere con l’impresa di Bergamo in coppa che ha regalato una speranza, seppure molto complicata, di ritrovare l’Europa dopo un solo anno di assenza. Lo stadio sarà vuoto, lo sciopero continua anche se, probabilmente, qualcuno dei 30.000 abbonati potrebbe derogare dall’invito dei gruppi organizzati e presentarsi alla partita per ringraziare la squadra dell’impegno profuso a Bergamo e del successo ai rigori. Tant’è, Sarri pensa soprattutto a fare tenere alta la concentrazione ai suoi per presentarsi davanti all’Inter in buone condizioni fisiche e mentali anche considerando la forza dell’avversario che è a un passo dal suo ventunesimo scudetto. Bisogna evitare altri infortuni e, per questa ragione, non si correrà alcun rischio con i giocatori usciti con i crampi e con qualche acciacco dalla battaglia di Bergamo. Sarà turn over, quindi, davanti a Motta, il quartetto difensivo sarà formato da Lazzari, Romagnoli, Provstagaard e Pellegrini, a centrocampo Dele-Bashiru, Cataldi e Basic a sinistra. Il tridente d’attacco sarà formato da Isaksen (preferito stavolta inizialmente a Cancellieri), Maldini e Zaccagni. Il capitano ha bisogno di mettere minuti nelle gambe, mentre, come detto, rimarranno a riposo Gila, Marusic, Tavares, Patric, Taylor e Noslin, tutti per precauzione e non per problemi seri. Si accomoderanno in panchina, pronti a entrare nella ripresa se ce ne sarà la necessità.