Condividi:
Luigi Salomone 21 aprile 2026
a a a
Aggrappati ai leader per giocare l’undicesima finale di Coppa Italia della storia (finora sette vinte e tre perse). Sarri punta sui pretoriani della «sua» Lazio per centrare quella che sarebbe una mini-impresa. Le quote delle principali agenzie di scommesse lasciano poche possibilità ai biancocelesti così come la designazione di Colombo nato a Como a soli 50 chilometri da Bergamo dove domani sera alle 21 si giocherà la semifinale di ritorno contro l’Atalanta (all’Olimpico è finita 2-2) sembra un altro presagio negativo. Tra l’altro proprio il fischietto lombardo è stato sfortunato protagonista a fine dicembre dell’episodio di Udine, gol di Davis con doppia mano nell’azione decisiva, uno dei più controversi nel rapporto conflittuale tra gli arbitri e Lazio di questo campionato.
Tornando, però, alla sfida di domani notte, il tecnico toscano si affida ai leader, quelli chiamati a una prestazione super per smentire i pronostici di gufi e cassandre che, da giovedì, vorrebbero festeggiare l’eliminazione. I «laziali» Romagnoli e Cataldi reduci da tanti problemi, hanno grandi motivazioni per guidare il gruppo al «Gewiss Stadium». Il difensore vorrebbe lasciare la sua squadra del cuore con un trofeo dopo quattro anni disputati a grandi livelli visto che la sua partenza, al momento, è molto probabile dopo il divorzio sfiorato a gennaio. A Napoli ha giocato una grande partita, è un riferimento di un reparto che, per 15 partite su 32 è riuscita a non far subire reti al portiere di turno (Provedel e Motta).








