C’era una cosa, una, che teneva unito il centrosinistra: il 25 aprile con la sua strumentale retorica sull’antifascismo di ritorno. Ora non c’è più. Il campo largo si è sfaldato perfino sulla Liberazione. Tra le opposizioni è un tutti contro tutti, uno manda al diavolo l’altro, che replica, poi interviene un altro ancora di un altro partito. Matteo Renzi, leader di Italia Viva, su X scrive: «Tino è un professore in pensione, ha poco più di ottant’anni, è un nostro militante di Bologna e siamo fieri della sua passione civile.

Voleva partecipare al 25 aprile con una bandiera italiana, una europea, una ucraina. Lo hanno bloccato e allontanato. Quattro ragazzi hanno impedito a un cittadino di entrare nel corteo. Chi è stato? Chi ha violentato la nostra Costituzione? Le autorità civili e giudiziarie faranno qualcosa per identificare questi squadristi?». Gli risponde Carlo Calenda, segretario di Azione: «Matteo, con grande franchezza questo post è un concentrato di ipocrisia e opportunismo. Primo sei l’unico leader liberale europeo a non essersi mai scomodato per andare in Ucraina in quattro anni e mezzo di guerra. Secondo con Alleanza Verdi Sinistra e Movimento 5Stelle vuoi allearti per fare un governo che lascerebbe sola l’Ucraina. Quindi onore a Tino e a chi come lui si batte per l’Ucraina, “no” agli opportunisti alla Conte e a chi si volta sempre dall’altra parte».