Il Landini, Maurizio, l’unico dannoso per i lavoratori, esulta: «Viva l’Italia che resiste!», anche ai suoi referendum, quattro su quattro a giugno non hanno visto il quorum neanche con gli spessi occhiali di Magi, inteso come Riccardo, il quale a sua volta aveva proposto il referendum sulla cittadinanza facile che però hanno rifiutato persino i clandestini. Sennonché, va detto, e l’ineffabile Magi l’aveva detto, il governo ha volutamente mascherato quella consultazione, e di qui l’irruzione in parlamento vestito da fantasma formaggino (irruzione non del governo ma di Magi). Ah, Magi è il capo di +Europa, partito escluso dal parlamento europeo per mancanza di voti.
«Ma che bella giornata!», twitta l’ex ministro-ossimoro Roberto Speranza, e ne segue un nostro gesto apotropaico. Ci torna l’ottimismo solo dopo aver visto su X il selfie del virologo Crisanti, l’uomo che nell’inverno del Covid, quando ci davamo al brasato e al vino nero per non pensare (soprattutto a Crisanti), già ci diceva di scordarci il mojito sotto l’ombrellone.
Torniamo al Landy, e immaginiamo che i vigilantes per cui ha sottoscritto contratti da 5 euro all’ora – poi alzati addirittura a 6 – ieri abbiano prestato servizio volontario in piazza Barberini, a Roma, dove il leader della Cgil era in giuggiole: «È una nuova primavera... Quello che emerge, e lo dico con parole mie» – voleva usare quelle di Soumahoro? – «è che questo governo non ha il consenso della maggioranza del Paese», che invece la Cgil ha in pugno, soprattutto quando (dati dell’ultimo bilancio disponibile) butta 2 milioni 262mila euro in proteste e scioperi, e nel bilancio 2025 andranno inseriti anche quelli perla Flotilla.






