La stagione dei risultati trimestrali delle compagnie aeree europee inizia in una delle fasi più turbolente degli ultimi anni, la peggiore dalla pandemia del 2020. Ad aprire le danze, presentando i risultati del primo trimestre il prossimo giovedì, sarà il vettore franco-olandese Air France-KLM, che dall’inizio della guerra in Iran ha aumentato di 50 euro il prezzo dei biglietti come contributo carburante. A sua volta, l’olandese KLM ha cancellato 80 voli di andata e ritorno dall’aeroporto di Schiphol ad Amsterdam, mentre la scandinava SAS ne ha cancellati mille a causa dell’aumento del costo del carburante.
Drastica anche la tedesca Lufthansa che, a causa di una serie di scioperi che hanno aggravato la crisi, ha messo la parola fine alla divisione CityLine, ritirando 27 aerei e riducendo la capacità sul resto della rete: via i velivoli più vecchi e meno efficienti, come alcuni Boeing 747, noti per l’elevato consumo di carburante. Il risultato è stata la riduzione di 20mila voli a corto e medio raggio entro ottobre, una decisione che equivale a circa l’1% di capacità in meno sul mercato. La compagnia tedesca ha inoltre annunciato una nuova tariffa Economy Basic sui voli di linea, che prevede di portare a bordo gratuitamente soltanto una piccola borsa, mentre il trolley sarà a pagamento.











