Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
Ultimo aggiornamento: 8:04
Ci sono bambini che rischiano di vedere chiusa la propria scuola, costretti così, un domani, a frequentare le lezioni in un altro paese. E dipendenti di aziende agricole che, da un giorno all’altro, si ritroveranno senza lavoro. Ma anche strade che verranno abbandonate, e opere necessarie per la prevenzione del dissesto idrogeologico lasciate solo sulla carta, con la conseguenza che vivere e frequentare certe aree diventerà più pericoloso. Dalla Calabria all’Emilia-Romagna fino alla Liguria, decine di Comuni che prima della legge Calderoli ricevevano fondi e godevano di agevolazioni per il fatto di essere considerati “montani”, ora, essendo stati esclusi dal nuovo elenco, devono far fronte a nuove difficoltà. Tradotto: impossibilità di garantire servizi pubblici, come l’istruzione e il trasporto locale, imprese che corrono il pericolo di saltare e, in prospettiva, un orizzonte fatto di spopolamento e abbandono. Per questa ragione 73 amministrazioni (su un totale di 347 enti tagliati) hanno appena depositato un ricorso al Tar contro la classificazione stabilita dal governo guidato da Giorgia Meloni.
A Marzabotto, paese di meno di 7mila abitanti ai piedi del Monte Sole, in provincia di Bologna, la sindaca Valentina Cuppi lo dice chiaramente a ilFattoQuotidiano.it: “Con le nuove regole, perdiamo la deroga per mantenere l’autonomia scolastica (sotto i 600 alunni per istituto, ndr). Significa che non avremo più la dirigenza e che non potremo comporre classi con un numero inferiore di studenti. Il risultato è che le famiglie saranno costrette a spostare i figli altrove“. Stessa situazione a Castiglione Messer Raimondo, in provincia di Teramo. “Qui rischiamo la chiusura del plesso scolastico, perché non rispetterebbe più gli standard minimi previsti dalla legge” avverte il sindaco Vincenzo D’Ercole. Fino a ieri, il centro abruzzese ha fatto parte della Comunità montana del Vomano, Fino e Piomba. “Il nostro è purtroppo un caso di riferimento delle possibili conseguenze di quel provvedimento”.







