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10 GENNAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 7:55

L’ultimo provvedimento ammazza-Sud del ministro Calderoli segna l’ennesimo colpo basso sferrato a milioni di meridionali, la maggior parte ignari che la legge n. 131/2025 sia nata con l’unico scopo di sottrarre risorse alle comunità più marginali. Così, nell’assordante silenzio mediatico, sta montando sempre più la protesta di moltissimi sindaci periferici, che stanno lottando per far compiere un passo indietro al governo.

Mi riferisco a un provvedimento che, dietro la presunta intenzione di valorizzare le comunità montane, decreta incentivi fiscali e sociali con una duplice metrica: in soldoni, se l’amministrazione è del nord, avrà di più, se è meridionale probabilmente non avrà più nulla. Infatti, l’Esecutivo ha deciso di introdurre criteri più restrittivi per definire i comuni montani, puntando a ridurne il numero da 4200 a 2800. Quindi, da ora in avanti, si considererà ‘montano’ il comune che ha almeno il 25% del proprio territorio sopra i 600 metri di quota e, su almeno il 30% della superficie, una pendenza di almeno il 20%, a fronte di una altimetria media che deve essere comunque superiore ai 500 metri.