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La crisi energetica globale spinge i Paesi verso le rinnovabili, rafforzando così il dominio della Cina nel settore delle rinnovabili
La guerra in Medio Oriente ha causato uno choc energetico globale, con tanti sconfitti e pochissimi vincitori. Tra questo, proprio mentre le tensioni tra Iran e Stati Uniti mettono sotto pressione le forniture di petrolio e gas, troviamo la Cina. In uno scenario del genere, infatti, Pechino rafforza silenziosamente la propria posizione come perno delle infrastrutture energetiche del futuro. Il Dragone, che da anni investe nelle rinnovabili e nelle reti elettriche, si trova adesso in una condizione ideale. Il motivo è semplice: il gigante asiatico può capitalizzare sulla crisi proponendosi come fornitore indispensabile di tecnologie e componenti per sistemi energetici più resilienti e meno dipendenti dai combustibili fossili.
Come ha sottolineato il New York Times in un lungo approfondimento, la crescente instabilità nella regione del Golfo ha accelerato la corsa globale verso reti elettriche moderne basate su energia rinnovabile ma fortemente dipendenti dalla tecnologia cinese. Le aziende di Pechino dominano ormai la produzione di quasi ogni elemento chiave di una rete elettrica avanzata, dai pannelli solari ai cavi ad altissima tensione, dai trasformatori alle batterie per lo stoccaggio dell’energia.






