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Negli ultimi anni Pechino ha costruito un sistema energetico e industriale capace di resistere agli choc globali. Conflitti compresi

La guerra in Medio Oriente ha colto molti Paesi impreparati sul piano energetico. Non la Cina, primo importatore mondiale di petrolio, che da anni si muove con una strategia precisa: quella di ridurre la vulnerabilità alle crisi globali e costruire un sistema capace di reggere anche agli shock più duri. Una simile strategia è il risultato di una pianificazione avviata ben prima dell’escalation attuale, con un mix di accumulo di riserve, diversificazione delle fonti e trasformazione industriale.

Come ha spiegato nel dettaglio il New York Times, questo percorso ha preso slancio soprattutto durante il primo mandato di Donald Trump, quando le tensioni commerciali e geopolitiche hanno spinto la leadership cinese ad accelerare sulla sicurezza energetica. Da allora, Pechino ha accumulato enormi scorte di petrolio e investito massicciamente nelle energie rinnovabili, riducendo progressivamente la dipendenza da diesel e benzina.