Fino a meno di due mesi fa, le speculazioni su possibili legami tra alcuni scienziati statunitensi morti o scomparsi negli ultimi anni erano confinate a comunità online di nicchia. Da venerdì, però, il numero dei casi è salito ad almeno 12 ed è diventato un tema centrale per il governo degli Usa, con indagini in corso da parte della Fbi e del Congresso per verificare eventuali connessioni.

I dettagli variano da caso a caso, ma spesso alimentano il sospetto che queste persone possano essere state prese di mira per la natura sensibile del loro lavoro, in ambiti come l’astrofisica, le armi nucleari e l’industria farmaceutica. Tuttavia, al momento non è emersa alcuna prova che colleghi in modo definitivo i casi o dimostri l’esistenza di un’azione coordinata.

Durante un incontro con la stampa il 16 aprile, al presidente Donald Trump è stato chiesto di commentare “10 scienziati scomparsi o trovati morti negli ultimi mesi, tutti con accesso a informazioni classificate, materiali nucleari o settore aerospaziale” e se ritenesse ci fossero legami tra loro. «Spero sia casuale, ma lo sapremo entro una settimana e mezza», ha risposto.

Secondo chi alimenta queste teorie, gli scienziati sarebbero stati colpiti, forse da avversari globali degli Usa, proprio per il carattere delicato delle loro ricerche. Ma finora nessuna evidenza supporta queste ipotesi.