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Quanto accaduto ieri a Milano per il 25 Aprile ha una lunga coda di polemiche in conseguenza della “cacciata” della Brigata Ebraica. Anpi: “Niente di grave”

Il giorno dopo la manifestazione del 25 aprile di Milano è il momento di fare i conti e di capire cosa sia stato sbagliato. Fin dalle prime ore dei raduni, ben prima che fosse prevista la partenza del corteo, si percepivano lacune di organizzazione, tra gruppi che si posizionavano dove non avrebbero dovuto stare e cori poco istituzionali. Poi, alla partenza, la rottura: il corteo che si spezza in due, gruppi di Pro Pal che, a sorpresa, fanno irruzione e bloccano la Brigata Ebraica con insulti e minacce fino al punto in cui le forze dell’ordine portano all’esterno del corteo lo spezzone degli eredi della brigata dello Stato ebraico per far defluire il corteo verso le piazze designate. Una situazione inedita, che ha portato tensioni e polemiche, e che è indice estremo di un clima di intolleranza che non può essere ignorato. Un clima che si riverbera nello scontro tra la Comunità ebraica di Milano, assente in quanto tale perché era lo shabbat, e l’Anpi, da sempre tra le sigle riconoscibili del corteo.