Più di otto studenti italiani su dieci usano l’intelligenza artificiale per studiare. O meglio, per farsi risolvere complicate operazioni di algebra o tentare improbabili traduzioni di greco o latino, anche perché essere “sgamati” dai professori è un attimo. Però il trend è questo e non può che aumentare. Le strade sono due: o la repressione – che solitamente non dà i risultati sperati – o convincere alunni e docenti a usare l’IA con criterio. Ignorare il progresso che avanza è impossibile, facciamo in modo che la tecnologia possa servire almeno a rendere più consapevoli i nostri ragazzi.
È questo, in buona sostanza, il messaggio che arriva da RomeCup 2026, l’evento promosso dalla Fondazione Mondo Digitale che ogni anno riunisce scuole, università, centri di ricerca, aziende e istituzioni per esplorare le frontiere dell’innovazione tecnologica e educativa. Dal 28 al 30 aprile, l’Università Sapienza e il Campidoglio accolgono oltre 4000 partecipanti tra studenti, ricercatori e docenti per tre giorni di competizioni di robotica, contest creativi, talk di orientamento universitario e un’area espositiva con prototipi dei ragazzi e delle organizzazioni.
Di Intelligenza artificiale a scuola si parlerà, in particolare, nel corso dell’incontro “Digitale e generazioni: costruire il benessere insieme”, proposto dalla Fondazione con il supporto di Google.org, nell’ambito del programma “Vivi Internet al Meglio” dedicato a giovani e adulti per favorire una navigazione sicura, responsabile e consapevole. Appuntamento mercoledì 29 aprile dalle 10 alle 12,30 (Edificio Marco Polo).






