MONTEBELLUNA (TREVISO) - Dall'università di Padova un riconoscimento alla memoria di Serena Zaia, per anni aveva raccontato la sua malattia su blog, podcast e libri. L'eredità d'affetti lasciata dalla montebellunese morta lo scorso 31 dicembre a soli 41 anni, dopo quindici di malattia, acquista tratti particolarmente commoventi e significativi grazie non solo al messaggio che lei ha lasciato, ma anche alla sensibilità di alcuni docenti, di filosofia morale, greca antica e bioetica, dell'Università di Padova. Dopo aver conseguito nel 2008 la laurea triennale in filosofia in tale università, Serena aveva infatti seguito un master in criminologia. Quindi nel 2020-2021 aveva intrapreso il percorso per la laurea magistrale in scienze filosofiche. «E' riuscita a dare tre esami, tutti conclusi con il massimo dei voti - ricorda il papà Giorgio - L'aspetto più significativo non è però questo, ma il fatto che per lei lo studio della filosofia e la vita erano un'unica cosa».

In occasione di una giornata densa di significati e di emozioni, le è stato tributato in settimana un "Riconoscimento dell'impegno nello studio alla memoria, a elogio dell'ammirevole capacità di resilienza nei confronti delle esperienze difficili e della generosa disponibilità a condividere il suo vissuto, regalando a tutti una grande lezione di vita". A firmarlo i prof Antonio Da Re, Maria Grazia Crepaldi e Francesca Marin, docenti che hanno avuto la possibilità di conoscerla bene e coglierne le doti, di persona e attraverso i suoi scritti, ma anche attraverso il suo blog, nel quale raccontava se stessa e la sua malattia, andando oltre la stessa. «Tutti noi - hanno scritto i docenti - conserviamo gli scambi e mail avuti con Serena nel 2021, nei quali, oltre alla sua grande tenacia, emerge quella capacità critica che il pensiero filosofico aiuta a sviluppare». Un riconoscimento arrivato nell'ambito di un percorso in cui gli stessi docenti hanno dimostrato una vicinanza tutt'altro che scontata.