Nel giorno della Festa della Liberazione, il sindaco invita i bambini delle Elementari a non cantare «Bella Ciao». Motivo: «Non è opportuno che entriamo anche noi nella polemica politica dopo quanto accaduto in aula Parlamento. Quella canzone è divisiva, non voglio avere danni. Non la cantiamo». E la scuola protesta: «Un gesto deplorevole, questa è censura». È accaduto a Monterosso Grana stamane (sabato 25 aprile), alla cerimonia del 25 Aprile in borgata Levata, al cippo dedicato ai Caduti, vicino alla chiesa di San Giovanni.

25 APRILE

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La consegna della Costituzione ai diciottenni

Il programma prevede il ritrovo alle 10,30, la consegna della Costituzione ai diciottenni e infine, letture e interventi dei piccoli alunni della Scuola di Valle. Dopo l’alzabandiera, si canta l’inno nazionale di Mameli, poi è il momento dei bimbi. In settimana hanno lavorato sulla Costituzione, sul testo «Lo zaino del partigiano» in cui «Bella Ciao» viene citata, insieme a «Fischia il vento», come un canto dei partigiani. Preparata in classe, giovedì, insieme a Sergio Berardo dei Lou Dalfin, sono pronti per cantarla. Il colpo di scena arriva dal sindaco, Stefano Isaia, 48 anni, un passato da assessore provinciale della Lega con Gianna Gancia e da vicesindaco di Caraglio. Insieme al consigliere comunale Pierpaolo Arneodo, si avvicinano ai musicisti e alle maestre, e dicono più o meno così: «Dopo le ultime polemiche (alla Camera, chiamata a votare il decreto sicurezza, le opposizioni hanno anticipato il 25 Aprile, cantando “Bella Ciao”, ndr), questa canzone è diventata divisiva e inopportuna, è stata strumentalizzata. Non tutti hanno piacere che venga eseguita». Ai musicisti viene chiesto di non suonarla, così si limitano a eseguire «Se Chanto» (inno nazionale occitano) e un valzer della tradizione popolare occitana. Poi l’assemblea si scioglie, perché sta per iniziare la Messa. Il primo cittadino invita chi lo desidera a partecipare alla funzione e saluta: «Buon 25 Aprile a tutti».