Al Teatro alla Scala di Milano «s’alza un grido», ma per una volta il canto di dolore che scuote la platea, gli abbonati e i palchettisti, giungendo fino agli uffici dell’amministrazione e della sovrintendenza, non arriva dal palcoscenico. È un suono che piomba dall’altissimo (con la minuscola), ovvero dal Loggione (la «piccionaia» per i maligni, «prima e seconda galleria» per chi vende i biglietti).
In Italia la Festa della Liberazione è diventata la festa dell’antiamericanismo e dell’odio verso Israele. La storia è diventata un optional. L’importante non è quello che è successo, ma quello che dovrebbe essere successo secondo le limitate conoscenzee le ancora più limitate teorie di quelli che, per assoluta auto nomina, si dichiarano i «buoni». Vorrei ricordare la Brigata ebraica, sempre più ingiuriata ogni 25 aprile.
Se si ha una famiglia numerosa o se si hanno delle esigenze di spazio notevoli, il mercato automobilistico offre numerose soluzioni. Ma bisogna prepararsi a un vero e proprio salasso. C’è, però, almeno un caso in cui queste caratteristiche della vettura si sposano con un listino interessante, tanto che Iva Zanicchi potrebbe esclamare «Ok, il prezzo è giusto». Dacia Bigster promette (e mantiene) tutto questo: versatilità, spazio, comfort, concretezza, giusta tecnologia a un prezzo equo.








