«Siamo soddisfatti. A circa un anno dall’inaugurazione del nuovo laminatoio a Riesa a zero emissioni dirette costruito insieme a Danieli, il primo laminatoio in Germania per la produzione di Spooler e primo al mondo a produrre bobine da 8 tonnellate, la capacità produttiva è aumentata del 30%. Abbiamo ottenuto i risparmi che ci eravamo prefissi e abbiamo creato 100 posti di lavoro. Negli ultimi quattro anni abbiamo investito 280 milioni di euro nello stabilimento in Germania. E continuiamo a puntare sulla Germania, il più grande consumatore di acciaio in Europa. Ma la Germania non è più quella che mi accolse quando, nel 1992, decisi di acquisire lo stabilimento di Riesa. I tedeschi allora avevano la voglia e l’entusiasmo di crescere e diventare leader: ora li vedo remissivi. I lavoratori tedeschi, per esempio, chiedono la settimana corta di 35 ore: ma è irrealizzabile, perché manca la manodopera qualificata».
A parlare è Giuseppe Pasini, presidente del gruppo Feralpi, uno dei principali produttori siderurgici in Europa, 1,6 miliardi di ricavi e circa 2000 dipendenti. Pasini non ha perso il suo di entusiasmo. «L’acciaio è una materia che va ovunque. L’Unione dell’Europa è iniziata con il carbone e l’acciaio, con la CECA nata nel 1951 anche con lo scopo di controllare le produzioni belliche. E oggi l’acciaio è tornato in primo piano con le misure Ue di salvaguardia sull’acciaio che entreranno in vigore il prossimo primo luglio. Inoltre dal potenziamento degli investimenti europei nella difesa mi aspetto ricadute positive per la siderurgia europea. Il mondo si sta dividendo in grandi blocchi e l’Europa non può essere solo uno spettatore, deve reagire e crearsi un’identità propria in politica estera», ha affermato Pasini in questa intervista esclusiva al Sole 24 Ore.







