I mutualisti bocciano la rivoluzione del ministro Schillaci: “Pronti allo sciopero”

I medici di famiglia contestano la riforma del governo

Genova – «Non so se faremo sciopero, perché è l’ultima spiaggia e danneggia i nostri pazienti, ma non vogliamo nemmeno sentir parlare di questa riforma che fa solo danni. Siamo assolutamente contrari; in tutta Italia è già scattata la mobilitazione perché sarebbe la distruzione della medicina generale e dell’assistenza ai pazienti. Si tornerebbe indietro di 50 anni e verrebbe demolito il rapporto fiduciario tra il medico di famiglia e il paziente. Un’intera categoria di lavoratori, quotidianamente in trincea per difendere e sostenere il Servizio Sanitario Nazionale, rischia di veder smantellato tutto quanto è stato costruito in anni di impegno e dedizione per fornire la migliore assistenza possibile ai cittadini».

Il segretario regionale della Fimmg, il sindacato più rappresentativo dei mutualisti, Angelo Carraro, è su di giri, come raramente succede, ed è difficile interromperlo quando piccona la riforma portata avanti dal ministro della Salute Orazio Schillaci.

Ma cosa cambierebbe in pratica? Ora i medici di famiglia non sono dipendenti della sanità pubblica, sono autonomi e hanno un rapporto di convenzione. Potranno restarlo, ma cambieranno le regole: non saranno più pagati, come liberi professionisti, in base al numero degli assistiti, ma secondo alcuni obiettivi, a partire da quello di lavorare obbligatoriamente un certo numero di ore nelle Case della Comunità.