Una mostra celebra i 40 anni di carriera del duo che ha fatto la storia della fotografia di moda. Con uno sguardo perturbante e mai banale
di Beatrice Zamponi
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“Scattare una fotografia è un atto d’amore. Significa dire all’altro io ti vedo, sono qui per farti fiorire. E allo stesso tempo, vuol dire nutrirti di ciò che ricevi indietro e fiorire a tua volta. Can Love Be a Photograph è il titolo della mostra che celebra i nostri 40 anni insieme. Impostata come una domanda è in realtà un’affermazione: una lettera d’amore alle persone che ci circondano rendendo il nostro lavoro possibile. I personaggi e i soggetti, ma anche il team e gli amici che negli anni ci hanno supportato creativamente. Nulla esisterebbe senza di loro. È un modo per dare valore al processo e alla connessione umana da cui è definita e prende forma tutta la nostra ricerca”.
Inez e Vinoodh ci riportano all’esperienza radicale della fotografia: l’incontro che genera empatia. Pionieri della fotografia digitale fin dai primi anni 90, gli artisti olandesi (all’anagrafe Inez Van Lamsweerde and Vinoodh Matadin) utilizzano l’alterazione di forme e corpi per scardinare codici e modelli socioculturali. E lo fanno attraverso interventi che a volte sembrano quasi mostrificare i loro soggetti, deformarli, estremizzarli. Eppure, il fine ultimo della loro ricerca rimane sempre ristabilire un contatto con l’umano, proprio attraverso il disumano.






