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Ultimo aggiornamento: 8:06

“Secondo te, hai giocato bene?”. Domanda banale, quasi doverosa da parte di un allenatore a un suo calciatore. Immaginare, però, che da quella domanda possa nascere la richiesta provocatoria del mister al calciatore di riparare il ferro da stiro della moglie, è più difficile. Il mister era Brian Clough, il calciatore Stuart Pearce, meglio conosciuto come “Psycho”, nato esattamente 64 anni fa.

Il quartiere è Shepherd’s Bush, la famiglia è della working class: quattro figli, tanto lavoro e sacrificio. Stuart non è affatto un predestinato: gioca nei parchi cittadini con grande grinta, ma dà anche una mano alla famiglia lavorando, imparando a fare l’elettricista. Tifa QPR e non sta nella pelle quando gli viene offerto un provino: l’esito è infausto, ma in famiglia non viene preso come un dramma. “Se non ti vogliono, vai a lavorare”, gli dicono.

Già, per Stuart non è certo un problema: riceve un’offerta dall’Hull City ma la rifiuta, meglio divertirsi nei dilettanti con il Wealdstone e lavorare nel frattempo come elettricista. Mentre gioca, sempre come terzino, lo nota Bobby Gould, allenatore del Coventry, e così il Wealdstone si ritrova sul tavolo un’offerta da 30mila sterline: è il 1983 e quella cifra è decisamente inaspettata per un calciatore semiprofessionista.