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Ultimo aggiornamento: 11:51

“Facciamo sempre le stesse cose con lui perché non sa che giorno della settimana sia o che ora sia. Ma capisce da quello che stiamo facendo che giorno è”. Con queste parole l’ex calciatore inglese Paul Scholes, leggenda del Manchester United, ha voluto raccontare ai suoi tifosi le ragioni dietro alla scelta di mollare il mondo della televisione e il suo ruolo di commentatore delle partite di calcio, in particolare del suo United. Ragioni che sono legate alla “rigida routine” che è necessaria per accudire suo figlio Aiden, 20 anni, affetto da una forma molto grave di autismo.

Scholes ha deciso di raccontare tutto davanti ai suoi ex compagni di squadra, Gary Neville e Roy Keane, durante il podcast Stick to Football. E non ha omesso particolari: “La scorsa stagione, il giovedì sera, facevo la partita di Europa League per il Manchester United, ma quella è la sera in cui di solito lo vedevo. Quindi, si agitava, mordeva e graffiava”, ha spiegato Scholes. Che, vedendo queste reazioni, ha deciso di dire basta: “Ho preso questa decisione quest’anno per lui, ovviamente a causa delle sue esigenze particolari“.

L’ex stella dello United ha infatti spiegato che suo figlio ha bisogno di ripetere la stessa routine tutti i giorni della settimana: “Non sto più con Claire (l’ex moglie) ma lo teniamo tre sere a testa, e la mamma di Claire lo accudisce il venerdì sera”. Ogni giorno deve essere uguale a quello della settimana precedente: “Io lo prendo ogni martedì e andiamo a nuotare. Adora nuotare, poi compriamo la sua pizza mentre torniamo a casa”. Il giovedì invece, il giorno in cui l’anno scorso Scholese era impegnato in tv, “vado a prenderlo, andiamo a mangiare qualcosa e torniamo a casa. La domenica lo trovo a casa di Claire e andiamo da Tesco, dove compra un carrello pieno di cioccolatini“.