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24 APRILE 2026

Ultimo aggiornamento: 8:04

“La buona notizia è che oggi si parla ancora di Resistenza, ci si interroga su cos’è l’antifascismo ma abbiamo più bisogno di storia che di memoria”. Chiara Colombini, storica, ricercatrice all’Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea, membro del comitato scientifico dell’Istituto nazionale Ferruccio Parri chiarisce subito che non è tra quegli studiosi che commentano l’attualità. E’ autrice tra l’altro di Anche i partigiani però… (Laterza) e nel 2021 ha vinto il premio nazionale dell’Anpi dedicato a Renato Fabrizi. La storica rifugge dalla retorica e intervistarla non è facile. Ad ogni domanda che rischia di scivolare nella cronaca svia, non certo perché non abbia delle idee in merito ma perché insiste su un concetto: “Rifiuto la logica della similitudine tra passato e presente”, dice con determinazione.

Professoressa, comprendo il suo punto di vista. Anzi lo trovo originale ma permetta: la “maggioranza costituzionale” ancora una volta ha respinto una maxi riforma della Carta. Segno che forse, a dispetto di ciò che a volte si teme, il significato della Resistenza vive nel profondo di un pezzo di società?