Aula «B» del tribunale di Cuneo, giudice Giulia Elena Mondino, pubblico ministero Luigi Dentis. A processo per furto aggravato l’ex funzionario della Banca di Caraglio, Claudio Parola, da tempo in pensione. Il fotografo e compaesano Werner Ravaioli lo accusa di avergli rubato 13 polli: un gallo lionato piemontese, tre galline lionate piemontesi, una gallina ovaiola livornese e otto pulcini, che custodiva in un pollaio recintato, e videosorvegliato, sulla collina del Castello di Caraglio. Sopra quell’orto, separato da una stradina frequentata dai camminatori, Parola ha un appezzamento di terreno con un casotto. I fatti risalgono al pomeriggio dell’8 dicembre 2022, quando qualcuno si è introdotto nel pollaio di Ravaioli e gli ha portato via gli animali. Erano le 17,30-18, faceva già buio, ma le telecamere di sorveglianza hanno ripreso la scena e inviato le immagini, in bianco e nero, sul cellulare del fotografo, che le ha utilizzate per denunciare e come prova al dibattimento.
L’uomo con la cuffia che taglia la recinzione
Si vede un uomo, con indosso una cuffia, tagliare la recinzione e farsi largo con le mani per entrare. Ravaioli, assistito dal legale Paolo Verra, sostiene che quel ladro è Parola. Lui, difeso da Aldo Pellegrino e Paolo Cacciani, respinge le accuse e come prova della sua innocenza, rimanda alla mano sinistra del ladro immortalata dalle foto: tutte le dita appaiono «aperte», ma in quel periodo l’ex bancario soffriva del morbo di Dupuytren, malattia della mano che provoca una flessione permanente di una o più dita. Nel suo caso, in stato avanzato, anulare e mignolo erano «chiusi». L’ha spiegato il medico che l’ha operato 4 mesi dopo il furto, nel marzo 2023: «Prima dell’intervento, non poteva tenere quelle due dita aperte». Un altro teste ha, però, sostenuto che «giocando a carte, Parola svolgeva le operazioni normalmente». E di fronte alle immagini, più testimoni l’hanno identificato.







