"Il mio caposquadra, l'ispettore Lo Presti, mi disse di farmi consegnare la valigia del dottore Borsellino, valigia che in quel momento aveva un carabiniere senza divisa. Ho preso la valigia bruciacchiata e l'ho messa all'interno della macchina di servizio, un'Alfa 33". A riferirlo oggi in aula, davanti il tribunale di Caltanissetta, l'ex poliziotto, oggi in pensione, Armando Infantino, nell'ambito del processo per depistaggio delle indagini sulla strage di via D'Amelio, che vede imputati i poliziotti Maurizio Zerilli, Giuseppe Di Gangi, Vincenzo Maniscaldi e Angelo Tedesco.
Infantino fu uno dei primi ad arrivare in via D'Amelio. "Ricordo - ha detto il teste - che c'era un'altra borsa a cartella, molto larga di colore chiaro, più chiara dell'altra. Quando ho ricevuto la borsa in cuoio, color marrone, era intatta, ma girandola si vedeva che era un po' bruciacchiata. Nessuno la aprì, rimase chiusa. Dal peso compresi che conteneva alcuni oggetti".
Manfredi Borsellino: “Deprecabili le parole di Natoli su mio padre e la nostra famiglia”
di Salvo Palazzolo
17 Aprile 2026









