VENEZIA - Sorseggiando un espresso amaro con il governatore Alberto Stefani, nella caffetteria di Ca’ Giustinian, a metà mattina il presidente Pietrangelo Buttafuoco confida di sentirsi un po’ «uno, nessuno e centomila». È la citazione pirandelliana del giorno, vista la puntata della sua rubrica “Caravanserai” su SkyTg24, dedicata al saggio “La democrazia non esiste in natura” di Luciano Violante e Marta Cartabia: «Una, nessuna, centomila sono le destre al mondo. Ma nemmeno una tra le censibili è riconducibile al fascismo».

Sarà che ci troviamo nell’ex Sala degli Specchi, ma sembra davvero tutto un gioco di riflessi, a due settimane dalla pre-apertura dell’Esposizione Internazionale d'Arte, con le infinite polemiche sul padiglione russo. Infatti è appena terminata la seduta del Consiglio di amministrazione della Biennale di Venezia e fra gli otto punti all’ordine del giorno è spuntato un inaspettato fuori sacco: la lettera con cui la giuria, capitanata da Solange Farkas, annuncia che «si asterrà dal considerare quei Paesi, i cui leader sono attualmente accusati di crimini contro l’umanità da parte della Corte penale internazionale». Niente leoni né menzioni in arrivo, dunque, per la Russia di Vladimir Putin, ma neanche per l’Israele di Benjamin Netanyahu, per effetto dei relativi mandati d’arresto spiccati in questi anni dall’Aja.