Milano, 20 apr. (askanews) – La guerra in Iran sta paralizzando il mercato del Medio Oriente per Lamborghini, con attività ferme, concessionarie chiuse e spedizioni sospese. Lo ha spiegato il Ceo Stephan Winkelmann in un’intervista a margine di un evento della Design Week a Milano, sottolineando come l’impatto riguardi tutti i Paesi del Golfo – Emirati Arabi Uniti, Oman e Arabia Saudita – con effetti leggermente più contenuti solo su quest’ultima.

Il Medio Oriente pesa per circa 450 vetture l’anno, pari a circa il 5% delle vendite complessive di Lambroghini, che nel 2025 ha consegnato 10.747 auto.

“Le attività sono ferme. Non riusciamo a mandare le vetture, le concessionarie o sono chiuse o non ci va nessuno”, ha affermato Winkelmann, evidenziando come il blocco arrivi in una fase critica dell’anno. Il mercato dell’area è infatti fortemente stagionale, con una pausa estiva tra giugno e settembre che rischia di amplificare le perdite. “La stagione rischiamo di perderla e quello che hai perso non lo puoi recuperare”.

Sul fronte logistico, il gruppo ha tentato soluzioni alternative, come lo sbarco delle vetture a Jeddah, ma la chiusura del mercato rende inefficaci anche eventuali spedizioni. “Se il mercato è fermo, portare vetture non ha senso”, ha spiegato il manager, parlando di una situazione di attesa senza visibilità sull’evoluzione del conflitto.