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Ultimo aggiornamento: 15:02 del 3 Aprile

La guerra in Iran sta producendo effetti che vanno ben oltre il piano geopolitico, arrivando a colpire uno dei segmenti più redditizi dell’industria automobilistica globale: quello delle auto di lusso. Un settore tradizionalmente resiliente, oggi invece esposto a una combinazione di shock logistici, rallentamento della domanda e crescente incertezza.

Il primo impatto è quello sulle rotte commerciali. La crisi nello Stretto di Hormuz, uno dei principali snodi del traffico marittimo mondiale, ha di fatto paralizzato i collegamenti verso il Golfo, impedendo a molte navi di raggiungere destinazioni chiave come Dubai. Il risultato è che centinaia di vetture di alta gamma (Ferrari, Lamborghini, etc.) sono rimaste bloccate in porti intermedi tra Asia e Medio Oriente, con effetti a catena su consegne e tempi di vendita.

Il Medio Oriente rappresenta infatti un mercato relativamente piccolo in termini di volumi, ma fondamentale per la redditività dei costruttori premium. Qui si concentrano le vendite più profittevoli, grazie a modelli altamente personalizzati e con margini elevati. La crisi ha però rallentato drasticamente le attività commerciali: showroom chiusi o operativi a singhiozzo, clienti più cauti e una domanda che, in alcuni casi, si è ridotta sensibilmente.