Gli italiani si dichiarano abbastanza soddisfatti del luogo in cui vivono, ma solo uno su quattro si dice davvero molto soddisfatto. È uno dei dati più significativi del 3° Rapporto One Health "Il valore sociale delle città. Periferie vitali: la nuova frontiera del vivere urbano", presentato oggi alla Camera dei Deputati e realizzato dal Campus Bio-Medico di Roma in collaborazione con l'Istituto Piepoli. Lo studio ha incrociato le opinioni di sedici esperti tra accademici, urbanisti, amministratori e professionisti della salute con quelle di un campione rappresentativo di mille cittadini, fotografando lo stato delle città italiane secondo l'approccio One Health, che integra salute umana, ambientale e sociale.

Il dato più sorprendente riguarda le preferenze abitative: il 30% degli italiani sceglierebbe di vivere in una periferia ben servita, mentre il pieno centro attrae soltanto il 16%. Una tendenza che il commissario europeo Raffaele Fitto ha interpretato con nettezza: «I cittadini non fuggono dalla periferia perché non la amano. Fuggono dall'abbandono. Le priorità sono concrete: alloggi accessibili, spazi pubblici di qualità, mobilità sicura e inclusiva». Fitto ha ricordato che l'Italia è il secondo beneficiario dei fondi di coesione dell'Unione Europea, con oltre 42 miliardi di euro, di cui 2,4 destinati alle strategie urbane e 4,5 miliardi al settore abitativo.