La Corte d'Appello di Milano, ribaltando le condanne di primo grado, ha assolto con formula piena i due giovani calciatori Mattia Lucarelli, figlio dell'ex attaccante Cristiano, e Federico Apolloni, che erano accusati assieme a tre loro amici (anche loro assolti oggi) di violenza sessuale di gruppo ai danni di una studentessa statunitense. La ragazza aveva revocato la costituzione di parte civile in quanto risarcita. Secondo l'indagine, il presunto stupro di gruppo risaliva alla notte tra il 26 e il 27 marzo 2022. Accuse cancellate in secondo grado.

Stupro di gruppo su una studentessa a Milano: “Bellissimo, dovremmo rifarlo”. L’oltraggio di Lucarelli junior

Il sostituto pg di Milano Massimo Gaballo aveva chiesto la conferma delle condanne con rito abbreviato del primo grado a 3 anni e 7 mesi di reclusione per Lucarelli junior e Apolloni, che nel 2023 erano stati arrestati ai domiciliari. Il pg, oltre a sottolineare che la pena inflitta dal gup era il "minimo edittale", aveva proposto anche di confermare la sentenza del giudice per i coimputati: 2 anni e 8 mesi di reclusione per uno e 2 anni e 5 mesi per gli altri due. Oggi la sentenza della Corte (giudici Santangelo-Simion-Aloisio) ha spazzato via le imputazioni "perché il fatto non sussiste". Erano presenti gli imputati, che si sono abbracciati coi loro familiari e hanno urlato di gioia. Era presente anche l'ex attaccante Cristiano Lucarelli che, dopo aver saputo delle assoluzioni, ha tirato un calcio a un totem informativo fuori dall'aula e ai cronisti che gli chiedevano un commento ha risposto: «Luridi, falsi, venduti, per quattro anni ci avete infamato, ora fateli i titoloni, vi abbiamo rovinato la festa». L'avvocato Leonardo Cammarata ha spiegato: «Siamo molto contenti, eravamo convinti della loro innocenza e oggi è andata secondo giustizia». La giovane 22enne, stando alle indagini della Polizia e della pm Alessia Menegazzo basate anche sull'analisi di alcuni video dei telefoni, era stata "agganciata" fuori da una discoteca e poi portata in un appartamento. La Procura generale potrà fare ricorso contro le assoluzioni, dopo le motivazioni tra 90 giorni.