"La conferma in appello della sentenza di condanna a sei anni per il calciatore della Reggiana, che non è ancora stato sospeso dalla squadra, Portanova diventa ancora motivo di attacco alla donna che ha denunciato lo stupro.
A Milano, i quattro manager di una società di organizzazione eventi - che offriva serate a molti calciatori di serie A - sono agli arresti domiciliari per associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento e allo sfruttamento della prostituzione. Due notizie, un concetto: cultura dello stupro". Lo afferma D.i.Re - Donne in Rete contro la violenza.
"Chiunque ha il dovere di contrastare la cultura dello stupro, non è sufficiente scandalizzarci per i risultati dell'inchiesta della Cnn che ha rivelato una rete globale di uomini che si organizzano online per drogare, violentare e filmare le proprie partner" afferma Cristina Carelli, presidente D.i.Re - Donne in Rete contro la violenza.
"Diventa ormai urgente che ognuno e ognuna inizi a stigmatizzare questi comportamenti, a contrastarli nelle proprie reti relazionali - aggiunge la presidente. I calciatori potrebbero essere veri portatori di cambiamento e, invece di perpetuare lo stereotipo machista che usa il potere per sottomettere le donne e usarne i corpi come oggetti di svago, sarebbe finalmente importante che riflettessero sul modello maschile che rappresentano soprattutto per i giovani uomini in formazione e per tutta la società" conclude Carelli.











