Elon Musk ha ammesso in modo piuttosto esplicito che tutte le Tesla prodotte prima del 2023 non avranno possibilità di garantire agli acquirenti una guida completamente autonoma e senza supervisione da parte del guidatore. Cade dunque in modo definitivo la speranza che un prossimo aggiornamento software possa sbloccare in qualche modo la FSD (Full Self Driving - Guida Automatica Completa), un'ipotesi che ancora aleggiava nell'ambiente ormai da anni. In compenso, Tesla potrebbe offrire una sorta di retrofit con un upgrade che però, pur risultando fattibile sulla carta, suona in realtà assai complesso su larga scala.Le parole di Elon MuskElon Musk è apparso in teleconferenza in occasione dell'incontro focalizzato sui risultati finanziari di Tesla del primo trimestre fiscale del 2026, poche ore fa. "Purtroppo, Hardware 3, e vorrei che fosse diverso, semplicemente non ha la capacità di raggiungere la guida autonoma non supervisionata", ha dichiarato il tycoon, riferendosi alla configurazione e dotazione delle vetture prodotte prima del 2023. Ha poi aggiunto: "A un certo punto pensavamo che ci saremmo riusciti, ma rispetto al più recente Hardware 4 ha solo 1/8 della larghezza di banda della memoria". Riassumendo: le milioni di auto Tesla già in giro per il mondo, che sono state acquistate con la speranza di ricevere prima o dopo la guida completamente autonoma e non supervisionata, in realtà non riceveranno mai la funzione. Se si fosse in possesso di una Tesla, si può controllare la dotazione hardware nel menu Impostazioni > Software > Informazioni aggiuntive sul veicolo e quindi verificare se è presente HW3 o HW4.Con le parole di Musk, viene di fatto confermata la bontà dell'accusa mossa da una class action in Australia a rappresentare un cospicuo numero di consumatori che puntavano il dito contro Tesla per non essere stata finora in grado di supportare la guida totalmente autonoma, nonostante le promesse datate ormai circa 10 anni fa. Vale la pena sottolineare come l'opzione FSD non è attualmente disponibile in Italia (sono in corso test, ecco la nostra prova), ma – per ora – solo in Stati Uniti, in Canada, Cina, Messico, Porto Rico, Australia, Nuova Zelanda Paesi Bassi e Corea del Sud.L'improbabile campagna di retrofitL'ipotesi proposta da Elon Musk è quella di un offrire un trade-in (una permuta) scontato con modelli più recenti ai consumatori che hanno acquistato il pacchetto FSD con Tesla con HW3. Oppure, un retrofit ovvero di un upgrade fisico e non soltanto software, con le vetture da consegnare a officine autorizzate per sostituire computer, videocamere, sensori e componenti vari per essere in grado di reggere il futuro aggiornamento. Sulla carta è un'operazione possibile, ma nel mondo reale significa predisporre migliaia di centri dislocati in tutto il mondo per operare su milioni di vetture. Musk immagina questi centri di upgrade posizionati soprattutto in grandi centri popolati. Rimane il grosso problema finale dei costi: non ci sono informazioni precise sugli eventuali valori delle permute offerte ai clienti con vecchie Tesla e non c'è una previsione sui costi del retrofit per la società, ma tutto lascia pensare che per la società si aggiungeranno nuove imponenti zavorre che non saranno smaltibili così facilmente.