Il 2026 potrebbe segnare la svolta definitiva per le auto senza conducente: quello che fino a pochi anni fa sembrava fantascienza oggi sta diventando realtà con taxi autonomi, flotte sperimentali e veicoli elettrici robotici pronti a muoversi sulle strade di città europee e americane, aprendo la strada a una mobilità completamente nuova. A Londra, servizi pilota di robotaxi come Waymo One, Cruise Origin e Zoox saranno prenotabili tramite app entro pochi mesi, mentre Las Vegas e Phoenix negli Stati Uniti già ospitano migliaia di taxi autonomi in grado di affrontare traffico, semafori e pedoni senza intervento umano. Non si tratta solo di taxi: Tesla spinge con il suo Cybercab, un veicolo elettrico senza volante né pedali progettato per il trasporto urbano robotico, Mercedes Benz sperimenta la Classe S Autonomous Drive, BMW la iNext Autonomous, mentre Stellantis sta testando flotte di livello 4 capaci di muoversi autonomamente in contesti urbani e suburbani, con test già programmati per il 2026 e un’espansione progressiva nei prossimi anni.
Alla base di tutto ci sono sensori radar, lidar, telecamere e intelligenza artificiale: i sistemi avanzati presentati al CES 2026 permettono ai veicoli di “vedere” l’ambiente circostante, prevedere i movimenti di pedoni e altri veicoli e prendere decisioni in tempo reale, riducendo gli incidenti e migliorando la sicurezza complessiva. Anche nel trasporto collettivo la guida autonoma sta facendo i primi passi verso l’uso reale: negli USA e in Europa si lavora per introdurre minibus autonomi, e la startup May Mobility, in collaborazione con l’italiana Tecnobus, ha mostrato un minibus da 30 posti che potrebbe iniziare i primi test su strada già nel 2026 e arrivare in servizio verso la fine dell’anno anche in contesti urbani italiani.






