No, i prossimi smarthone (e tablet) non avranno la batteria removibile come i cellulari dei bei tempi che furono. Il prossimo 18 febbraio 2027 entrerà ufficialmente in vigore una normativa valevole sul territorio europeo che riguarda l'obbligatorietà di garantire ai consumatori la possibilità di cambiare la batteria in autonomia, senza doversi per forza rivolgere a centri specializzati. La normativa ha creato qualche confusione, perché molti utenti l'hanno interpretata come un ritorno del mai dimenticato sportellino per accedere al vano sul retro degli smartphone. In realtà non è così, ecco cosa cambierà nel concreto.La scomparsa della batteria removibileUn tempo era prassi poter sganciare la cover posteriore del cellulare e sostituire all'istante e senza alcuna fatica la batteria nel caso in cui fosse scarica oppure difettosa. Col tempo, i produttori hanno sigillato il retro, per ottimizzare ingombri e pesi e spesso anche incollando i vari componenti hardware tra loro. In caso di guasti, è quindi diventato pressoché obbligatorio rivolgersi a centri e tecnici specializzati, in grado di smontare il device e completare la riparazione in modo accurato e sicuro. Negli ultimi anni, grazie soprattutto alla propulsione dell'Europa, si sta tornando a strutture interne dei dispositivi che garantiscano una migliore e più efficiente riparabilità. Dopo aver imposto l'usb type-c come standard universale di ricarica per i vari apparecchi tecnologici dagli smartphone ai computer portatili, l'Unione Europea ora è pronta a una nuova importante svolta. Che però è stata male interpretata.Il ritorno, sotto nuova vesteL'articolo 11 del Regolamento UE 2023/1542 – detto anche Batteries Regulation – datato 10 luglio 2023 determina che la batteria debba essere removibile e sostituibile dagli utenti utilizzando strumenti facilmente reperibili in commercio: il requisito diventerà dal 18 febbraio prossimo il lasciapassare per il commercio sul territorio continentale. Tuttavia, per smartphone e tablet, non significa il ritorno dello sportellino sul retro quanto di un'architettura in grado di garantire una riparazione fai da te semplificata, con accesso a manuali e pezzi di ricambio. Tali obblighi rientrano infatti già nella normativa riferimento per smartphone e tablet ovvero il Regolamento (UE) 2023/1670 alias Ecodesign dello scorso 20 giugno 2025, che ha ufficializzato le cosiddette etichette energetiche, ma anche l'obbligatorietà di batterie con almeno 800 cicli conservando l'80% della capacità e anche del rilascio di aggiornamenti software per almeno 7 anni dalla fine della commercializzazione. I produttori dovranno evitare di utilizzare colle e adesivi che richiedono calore per essere rimossi, i consumatori potranno accedere alla batteria utilizzando strumenti comuni e non attrezzi custom o personalizzati.Infine, è bene sottolineare come la norma permetta un design sigillato a smartphone che possono garantire 1000 cicli di carica mantenendo l'80% della capacità o 800 cicli con l’83%, dati già raggiunti da top di gamma di Apple, Google e Samsung, che potrebbe diventare lo standard dei modelli di alta fascia.
No, i prossimi smartphone (e tablet) non avranno la batteria removibile
La normativa richiesta dall'articolo 11 del Regolamento Ue non si applica necessariamente ai cellulari








