L'Unione europea amplia l'elenco dei dispositivi che non dovranno avere batterie sostituibili dall'utente, includendo smartwatch, auricolari wireless, fitness tracker e altri wearable. Una scelta che tiene conto dei limiti tecnici, certo, ma che rischia di ridurre la portata di una delle riforme più importanti degli ultimi anni sul diritto alla riparazione

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