Quello che sta accadendo nel mondo del software con l’arrivo dell’IA generativa – e in particolare con l’IA “agentica” – non è una semplice evoluzione tecnologica, ma una ridefinizione profonda del valore economico, dei ruoli professionali e delle architetture su cui si costruiscono i prodotti. La trasformazione impatta significativamente sulle competenze richieste e sull’organizzazione dello sviluppo software. Secondo il report Dora State of AI-assisted Software Development di Google relativo al 2025, circa il 90% degli sviluppatori usa IA nel proprio lavoro e strumenti come GitHub Copilot sono diventati standard di fatto.
I segnali sono già evidenti anche a livello macro. Il forte calo che ha colpito a inizio 2026 aziende come Atlassian, ServiceNow, Salesforce e Microsoft riflette una doppia tensione: da un lato la paura che l’IA possa comprimere i margini del software tradizionale, dall’altro l’enorme fabbisogno di capitale richiesto dall’infrastruttura algoritmica, con investimenti attesi oltre i 700 miliardi di dollari entro il 2026.
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L'IA ti farà perdere il lavoro? Un'inchiesta per capire come stanno davvero le cose
La domanda che emerge da queste premesse è: che cosa vale davvero nel software, in un mondo in cui il codice è sempre più una commodity?







