Genova – Il Consiglio regionale della Liguria dedicato al 25 Aprile si apre con l'esecuzione dell'Inno di Mameli da parte della Filarmonica sestrese, una novità assoluta. Ma a far discutere saranno le parole del Presidente del consiglio regionale Stefano Balleari, di FdI. Parlando con i cronisti prima della seduta, il presidente dice che "Continuare a parlare di fascismo e antifascismo, alimentare contrapposizioni, oggi é un po'anacronistico. E poi io non amo la parola 'anti', sono contro tutte le dittature". Un concetto sviluppato poi nel suo discorso ufficiale: "A distanza di 81 anni, non possiamo permetterci di rinfocolare quell’odio. Perché quando il confronto politico perde il rispetto, quando si trasforma in delegittimazione, quando si sostituisce alla legge, il rischio è quello di tornare indietro", dice nel suo discorso il presidente del consiglio. "E purtroppo, ancora oggi, talvolta, si muore per odio politico. Le istituzioni hanno il compito di tenere fermo un principio: in una democrazia, il giudizio su ciò che è lecito e ciò che non lo è spetta esclusivamente agli organi competenti dello Stato. Nessuno può sostituirsi alla legge. Nessuno può arrogarsi il diritto di stabilire, da solo, chi è dentro o fuori il perimetro democratico. Diversamente, il rischio è quello di alimentare tensioni che possono sfociare in violenze o mettere sotto pressione intere comunità. Per questo, oggi più che mai, il modo migliore per onorare questa giornata è non trasformarla in uno strumento di divisione, ma restituirle la sua verità complessa e condivisa. Perché la libertà non è mai il risultato di una verità imposta. È il frutto di una responsabilità comune. E allora il 25 aprile non deve dividerci su ciò che siamo stati, ma unirci su ciò che vogliamo continuare ad essere". Dopo il discorso di Balleari è intervenuto l'oratore ufficiale, il professor Giovanni Orsina, storico: la sua relazione si è sviluppata proprio "da una prospettiva liberale" sulla difficoltà nel dopoguerra ad arrivare a una condivisione completa sull'evento della Liberazione, con una analisi approfondita delle interpretazioni storiche sul significato dell'antifascismo e le sue applicazioni più liberali o più massimaliste nel testo della Costituzione. "In questo quadro si inserisce poi un altro conflitto che è quello della Guerra Fredda: sono due cerchi che in parte si sovrappongono e l'anticomunismo avrà un ruolo come l'antifascismo. Ma al di là delle contrapposizioni il Paese ha sviluppato una vera adesione alle regole della democrazia. Bisogna accettare che la Repubblica è antifascista ma anche caratterizzare questo antifascismo in senso più procedurale e meno carico di significato politico".
Seduta solenne in Regione Liguria sul 25 Aprile, il presidente Balleari: “Anacronistico continuare a parlare di fascismo e antifascismo”
Il discorso ufficiale del professor Orsina ripercorre i motivi della difficoltà del Paese a fare della Liberazione un elemento unificante
















