"Su Roma ho solo bei ricordi e un po' di nostalgia.
Io sono nato a Roma e sono cresciuto qui fino a 19 anni, poi sono andato a Milano e a volte, invecchiando come si dice, ho un po' il rammarico di non aver fatto di questa mia romanità un asset delle mie canzoni, perché per un artista, per un cantante avere un luogo di riferimento poi diventa importante, penso a Venditti, a Dalla con Bologna".
Lo dice Jovanotti che in Campidoglio, alla presenza del sindaco Roberto Gualtieri di Roma, sta presentando il tour in bicicletta che unirà tutte le tappe del Jova Summer Party 2026. Una festa itinerante su due ruote, il "Jovagiro", attraverso l'Italia con partenza dalla Capitale e conclusione con i due appuntamenti finali del 12 e 13 settembre al Circo Massimo. Non solo due concerti finali, ma una festa di ritorno.
Jovanotti ricorda l'infanzia a Porta Cavalleggeri con le incursioni al Vaticano dove lavorava il papà ("mi conoscevano tutti" e "andavo a scuola da solo già da piccolino") e poi l'adolescenza come dj ("avevo 200 persone in pista a ballare e magari 400 fuori ed ero già felice così..."): "Insomma Roma è quasi poetica per certi versi, addirittura a volte assomiglia più a un fumetto che a una poesia: questo ragazzino ce l'ho ancora dentro e quindi l'idea di venire qua a festeggiare pochi giorni prima dei miei 60 anni (il 27 settembre, ndr), nella città dove tutto è cominciato, mi emoziona molto. Quindi cercherò di fare qualcosa di veramente bello, ce la metterò tutta, vorrei anche che queste due feste romane fossero un po' romane, per cui mi piacerebbe anche invitare dei colleghi a condividere il palco con me che abbiano un legame con Roma.










