Nel gergo degli investigatori il commando specializzato negli assalti a postazioni bancomat e postamat viene definito la “banda della marmotta”. Il nome deriva dalla forma dell’attrezzo usato: una lastra di ferro allungata, simile a una tana di marmotta, dotata di un manico e imbottita all'estremità con esplosivo (spesso polvere pirica o gas altamente esplosivo). I malviventi forzano la fessura da cui escono le banconote o ne praticano una ad hoc sullo sportello del bancomat. Poi inseriscono la “marmotta” (la lastra con l’esplosivo) all'interno dello sportello. A quel punto, fanno detonare la carica, che solitamente causa un'esplosione precisa per scassinare la cassaforte interna senza distruggere le banconote. Il nome è legato al fischio della miccia prima dell'esplosione, che ricorda il verso della marmotta, e – come detto – alla forma del congegno che richiama l'animale che si rintana.

Bari, assalto con esplosivo al bancomat nella zona industriale di Modugno: distrutta la struttura

01 Aprile 2026

Più che un verso, però, è un boato che, di notte, interrompe il sonno di decine di residenti di tutta la Puglia. Per la politica, si tratta di una vera e propria emergenza. Dall’inizio del 2026, gli assalti (tra tentati e consumati) a sportelli postamat e bancomat, nelle sei province pugliesi, sono stati una trentina: la metà, nella sola provincia di Foggia. L’ultimo, l’altra notte, a Celenza Valfortore i cui residenti ora sono rimasti senza sportelli.