Nel corso della puntata di mercoledì 22 aprile della trasmissione "Otto e Mezzo" su La7, condotta da Lilli Gruber, è intervenuto Italo Bocchino, direttore del "Secolo d'Italia", per difendere la norma sul rimpatrio dei migranti irregolari contenuta nel Decreto Sicurezza, recentemente convertito in legge. Un confronto acceso, segnato dalle domande incalzanti della conduttrice e da una difesa netta dell'impianto normativo da parte dell'ex esponente politico. Gruber ha posto interrogativi diretti sulle tensioni istituzionali e politiche legate al provvedimento, chiedendo conto delle criticità sollevate da magistratura e avvocatura e del rischio di un conflitto istituzionale più ampio. Bocchino ha respinto l'idea di una frattura sistemica, riportando il tema sul piano della normativa vigente e della sua applicazione pratica. Al centro del suo intervento, il principio della gestione dei migranti irregolari previsto dall'ordinamento italiano. "In Italia c'è una norma che prevede che l'immigrato irregolare debba essere rimpatriato, e c'è la possibilità per un immigrato di chiedere di essere rimpatriato", ha affermato Bocchino, sottolineando come il sistema contempli anche forme di rientro volontario. Il direttore del "Secolo d'Italia" ha poi spiegato che il meccanismo dei rimpatri non sarebbe esclusivamente coercitivo, ma includerebbe strumenti di supporto e accompagnamento. "Questo rimpatrio viene fatto utilizzando anche le organizzazioni umanitarie", ha chiarito, evidenziando la presenza di una rete di assistenza che affianca le procedure amministrative.
Otto e mezzo, Bocchino difende il Decreto Sicurezza: "Nel solco della legge esistente"
Nel corso della puntata di mercoledì 22 aprile della trasmissione "Otto e Mezzo" su La7, condotta da Lilli Gruber, è inte...














