Il protocollo Italia-Albania «è compatibile» con le norme Ue sul rimpatrio e l’asilo, a condizione che «i diritti dei migranti siano pienamente tutelati». È la posizione dell’avvocato generale della Corte di giustizia Ue, Nicholas Emiliou, nel parere non vincolante (Conclusioni dell’avvocato generale nella causa C-414/25 Sedrata) che anticipa la futura sentenza dei giudici di Lussemburgo. Il diritto Ue «non impedisce» a un Paese di istituire i cpr al di fuori del proprio territorio, sottolinea l’avvocato, indicando tuttavia che lo Stato resta vincolato al «rispetto di tutte le garanzie previste», tra cui il diritto all’assistenza legale, all’interpretazione linguistica e ai contatti con familiari e autorità.
L’avvocato generale della Corte di giustizia Ue: «Cpr in Albania conformi, ma tutelare diritti migranti»
Le conclusioni dell’avvocato generale non vincolano la Corte di giustizia










