TREVISO - «Dedicargli un tratto di Mura? Una bellissima proposta, ne sarebbe felicissimo. Le Mura erano il suo posto del cuore. Il sindaco e Giuseppe Basso mi hanno informata di questa loro idea e mi piace molto. Basso ha avuto un legame particolare con Giancarlo, non posso che ringraziarlo per tutto quello che ha fatto». Maria Pace, vedova di Giancarlo Gentilini, a un anno di distanza dallo scomparsa dello Sceriffo (morto il 24 aprile) trova un piccolo raggio di luce, una consolazione. Il proposito di dedicare all’ex sindaco il percorso pedonale che unisce porta Santi Quaranta a varco Manzoni, le piace: «Lo ritengo un bel modo per ricordare Giancarlo. Ha sempre amato le Mura, si è battuto per recuperarle, ci andava a passeggiare ogni giorno, lo ha fatto fino all’ultimo. L’ideale sarebbe stata una piazza importante della città, ma sono già tutte dedicate ed è giusto che restino così. Le Mura sono la soluzione migliore».

Domani saranno dodici mesi esatti dalla morte del sindaco che, in qualsiasi modo la si veda, ha segnato la storia recente della città. E Maria, di quegli ultimi giorni, ricorda ogni minuto: «Il 2025 è stato un anno orribile per me. In questi giorni ripercorro con la mente tutto quello che ho fatto assieme a lui l’aprile scorso: la Pasqua e la Pasquetta passate assieme, serenamente, le sue parole, le sue risate. Poi, all’improvviso, tutto è precipitato: il malore, il ricovero in ospedale. In quei giorni gli sono sempre stata vicino, non l’ho mai lasciato. Fino all’ultimo. L’unica consolazione che ho è che se n’è andato serenamente. Voglio ringraziare tutti i medici e lo staff che lo ha accudito». A un anno di distanza i ricordi si accavallano. «Intanto lui è sempre con me - dice seduta nella sua poltrona in un salotto che strabocca di ricordi dello Sceriffo - lo sento sempre vicino anche se mi manca ogni giorno, difficile da spiegare. Mi fa piacere però notare che la sua città continua a ricordarlo. Ogni volta che esco trovo sempre qualcuno che mi riconosce, mi ferma, mi parla di lui. E questo mi solleva». Ma c’è anche chi, Giancarlo Gentilini, continua a criticarlo. Maria però non prova rancore: «Giancarlo non è che sopportasse tanto le critiche - sorride - ma le accoglieva con una risata e diceva che comunque erano importanti per crescere. Sinceramente, dopo la sua morte, non ho sentito cose spiacevoli. Anche tanti suoi avversari politici hanno voluto essere presenti al funerale e in questi mesi si sono fatti sentire. Chi? I nomi, per rispetto di tutti, non si fanno».