"In questi giorni che ci hanno cambiati per sempre, ci siamo trovati in un silenzio fatto di assenze, di stanze vuote e di parole che non escono. In un istante, la vita che conoscevamo non c'era più. Ma in quel vuoto così grande, non siamo rimasti soli. Ci siete stati. Con una carezza, un abbraccio, infiniti messaggi e tanti sguardi. Ci siete stati con la vostra presenza, vera e sincera. Ci avete fatto sentire meno soli. Non avremmo mai pensato di scrivere queste parole. Non per raccontare la morte di Carlo. Non così. Ma oggi sentiamo il bisogno di dire grazie. Un grazie che non è una formalità, è un filo che tiene insieme le macerie del nostro dolore. È l'unico modo che abbiamo per restituire un po' di quello che abbiamo ricevuto da tutta l'Italia".

Carabiniere ucciso, la pistola del killer si è bloccata. “Voleva fare una strage”

dal nostro inviato Giuliano Foschini

Lo scrivono in una lettera la moglie e le figlie del Brigadiere capo, Carlo Legrottaglie, ucciso giovedì scorso a Francavilla Fontana, durante un conflitto a fuoco con due malviventi che erano a bordo di un'auto rubata."Carlo era un uomo semplice e profondo. Non cercava applausi, non amava apparire. Ma sapeva esserci. Per i colleghi, per la divisa, per le persone e per le comunità. E più di tutto, per noi. Per la sua famiglia. Era uno di quei padri che ti fa sentire al sicuro solo con la sua presenza. Quando abbiamo ricevuto la notizia, il mondo si è fermato. Pensavamo di essere soli. Ma poi è successo qualcosa. Le strade si sono riempite di silenzio e di rispetto. Gli occhi della gente erano pieni di lacrime sincere. Da ogni parte d'Italia. E poi, la presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.