Da piccolo rispondeva ai bulli venendo spesso alle mani. Ora invece Ryan Gosling le usa per seguire inaspettate passioni: lavorare a maglia, fare torte, costruire mobili di legno. “Cerco ruoli che abbiano una controparte femminile importante”

di Roberto Croci

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A più di vent’anni da un classico del romanticismo fatto pellicola come Le pagine della nostra vita, Ryan Gosling resta un idolo del pubblico, soprattutto femminile. Un regista di culto come Nicolas Winding Refn lo ha definito “un Humphrey Bogart moderno, cool come Marlon Brando, sensibile come James Dean, sexy come Alain Delon, maschio come Charles Bronson, intenso come James Stewart e seducente come Marcello Mastroianni”. Se invece chiedi a lui di definirsi come attore, risponde così: “Cerco di vivere nel futuro, portandomi sempre dietro tutte le esperienze passate. Sono attratto da ruoli che abbiano una controparte femminile importante, sono cresciuto tra donne, tanti aspetti della mia personalità hanno quel tipo di sensibilità. Sono stato programmato a pensare con il lato più emotivo del mio carattere”.

È quello che l’artista canadese, 45 anni e 3 nomination agli Oscar (Half Nelson, La La Land e Barbie), fa anche in questa intervista. In cui confessa qualche vecchio guaio e molte inaspettate passioni. E, a dispetto dell’ultimo ruolo al cinema – L’ultima missione: Project Hail Mary, in cui interpreta un insegnante che, grazie alla scienza e a un alieno fatto di roccia, riesce a sconfiggere microbi stellari – la volontà di rimanere con i piedi per terra.