Diritti Lgbtq+, famiglia, amici... e la soddisfazione di vivere del proprio lavoro. Ma la cosa più importante, per Pedro Pascal, è «non odiare»

di Roberto Croci

"Riesce a essere divertente e leggero, ma allo stesso tempo molto profondo e sempre pronto ad aiutarti": è Pedro Pascal secondo Sarah Paulson. Anche se è un giudizio di parte (sono amici dai tempi della Tisch School of the Arts di New York e fu lei a suggerirlo per il ruolo di Oberyn Martell nella quarta stagione de Il trono di spade), a Hollywood sono in tanti a confermarlo – fosse altrimenti non sarebbe così impegnato: dopo la seconda stagione di The Last of Us, l’abbiamo visto nei Fantastici 4. Gli inizi, in Material Love con Dakota Johnson e ora è al cinema con Emma Stone e Joaquin Phoenix in Eddington. Produzioni molto distanti dal background dell’attore di origini cilene.

Al Saturday Night Live ha detto che l’esilio dei suoi genitori ha plasmato la sua carriera. In che senso?

"In ogni ruolo mi sento ancora un outsider che cerca di integrarsi. I miei genitori erano giovanissini e rivoluzionari, facevano parte del movimento di opposizione di Allende contro il regime militare di Pinochet, un cugino di mia madre era uno dei leader. Dopo che un prete ci portò un rivoluzionario ferito perché venisse curato da mio padre, medico, vennero a prenderlo: fu arrestato, torturato e fece alcuni nomi. Così i miei genitori dovettero nascondersi e trovare un modo per sopravvivere. Questa esperienza, anche se non la ricordo bene perché ero molto piccolo, non mi ha mai lasciato. E ha contribuito a rafforzare i miei ideali".