Le questioni geopolitiche restano al centro della scena anche sui mercati finanziari. La riapertura dello stretto di Hormuz dei giorni scorsi, infatti, ha spinto i listini azionari verso nuovi massimi, con l'indice americano S&P500 volato oltre i 7.100 punti, mentre il FTSE MIB - listino centrale di Piazza Affari - naviga oltre i 47.000 punti, a circa 3mila punti dai massimi storici toccati nella primavera 2000, nel pieno della bolla del dot.com. A trascinarlo al rialzo la rimonta delle banche, che su Borsa Italiana hanno un peso notevole.
L’INTERVISTA
Snyder: “L’Americano medio ignora Trump. La sua politica economica peserà alle elezioni di Midterm”
Come facilmente prevedibile dopo la frenata della scorsa settimana il petrolio è tornato ad apprezzarsi e quindi il wti è di nuovo a 90 e il brent è tornato verso i 100 dollari. Da notare che il petrolio europeo è tornato a costare di più rispetto a quello americano, come da tradizione.
Bagarini a Wall Street: così la finanza scommette sulla rivendita dei biglietti








