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22 APRILE 2026
Ultimo aggiornamento: 18:47
“Se si parla di tenuità o di modesta quantità persino della droga, non sarà una bestemmia parlare di modestia anche di cosiddette “mazzette”, o del pretium sceleris della corruzione”. Durante il question time alla Camera, il ministro della Giustizia Carlo Nordio rivendica la definizione di “modestissime mazzette“ usata nel suo ultimo libro per scagliarsi contro l’uso dei trojan nelle indagini per corruzione. L’occasione è l’interrogazione del Movimento 5 stelle sulla direttiva anticorruzione Ue: “La corruzione non può essere minimizzata parlando di “modestissime mazzette”, come ha fatto lei, ministro, o lasciando al suo posto chi viene rinviato a giudizio per corruzione, come l’assessore siciliana Amata”, affonda la capogruppo M5s in Commissione Giustizia Valentina D’Orso.
Un’accusa a cui Nordio sceglie di rispondere subito: “In premessa, vorrei dire che quando si parla e si è parlato di “modeste mazzette” e, ancora una volta, si è attribuito a questo ministro un linguaggio cosiddetto di strada, vorrei ricordare che il concetto di tenuità o di modestia è inserito nel nostro ordinamento giuridico“, afferma il Guardasigilli. “Si parla di tenuità del fatto addirittura per escludere la punibilità di un reato; si parla di modesta quantità nella detenzione di sostanze stupefacenti e nelle circostanze attenuanti vi sono le particolari esigenze di lievità, di tenuità del fatto. Quindi, non è un sacrilegio usare questo aggettivo”, rivendica.






