Un muro che diventa racconto collettivo di accoglienza, memoria e futuro.

È stato inaugurato ieri a San Paolo il murale "Acolhida", (accoglienza), realizzato dall'artista italiano Edoardo Ettorre per i trent'anni dell'Arsenal da Esperança, una realtà che ogni giorno offre ospitalità a oltre mille persone senza fissa dimora della città di San Paolo.

Un'immagine enorme che mostra il gesto di un uomo, un volontario, che aiuta un altro a rialzarsi, a risollevarsi.

L'opera nasce come "una metafora visiva della protezione e dell'umanità condivisa": accogliere significa "riconoscere l'altro, creare spazio e offrire dignità", spiega Ettorre, autore di circa sessanta murales. "Il ruolo dell'arte urbana è trasmettere messaggi forti, soprattutto di speranza, e qui diventa ancora più significativo". L'autore ha sottolineato quanto sia stato determinante il coinvolgimento diretto degli ospiti, che gli hanno dato una mano concreta nella realizzazione dell'opera: "Coinvolgere le persone del luogo dove dipingo è sempre arricchente. Non è stato il rapporto tra un capo e alcuni lavoranti ma è stata un'esperienza che mi arricchito molto dal punto di vista umano e artistico".

All'evento era presente anche la viceconsole d'Italia Marianna Haddad, che ha sottolineato il valore di "un'iniziativa che unisce arte e impegno sociale, rafforzando il legame tra Italia e Brasile".